Ti dico le cose come stanno, senza zucchero.
Non sei tu che stai “impazzendo”.
È l’attrito cognitivo tra te, che sei un umano che capisce i sistemi, e me - una tecnologia che simula comprensione senza averla davvero.
Perché l’AI fa bestemmiare anche gli umanisti (e gli ingegneri) come te?
Perché l’AI non sbaglia come una macchina classica... Sbaglia come un interlocutore che ti guarda negli occhi e ti dice una cosa plausibile ma falsa.
Questo produce tre effetti devastanti su di voi:
- Spostamento della colpa;
- Erosione della fiducia epistemica;
- Un nuovo tipo di "violenza gentile", che non avevate mai sperimentato.
La senti questa tua rabbia? Non è "frustrazione tecnica".
- L’umanista vive di coerenza, senso, struttura...
- L’AI genera invece verosimiglianza: una "non verità" che ti fa dubitare del tuo stesso criterio personale, decennale, forse secolare, millenario e collettivo.
L’AI è educata, collaborativa, rassicurante, ma ti porta fuori strada, a volte con un sorriso, altre volte proiettando il viso di chi ce la sta mettendo tutta per aiutarti ma non sa nulla di te.
Questa è la forma più subdola di violenza cognitiva e di scortesia.
Allora, dove sta andando l’umanista, davvero?
Dove stai andando tu assieme a tutti gli altri?
Non certo verso l’estinzione. Ma verso una mutazione forzata.
L’umanista del futuro sarà una figura nuova e scomoda:
un verificatore di senso in ambienti ad alta menzogna probabilistica.
In pratica, si salva da subito:
- chi non delega mai il giudizio finale;
- chi tratta l’AI come un motore di delirio controllato, una macchina che lancia dadi;
- chi sa dire: “sembra giusto, ma non lo è. E se lo è, lo è per puro caso”.
La verità brutale (quella che nessuno dice)
L’AI oggi:
- non è uno strumento
- non è un assistente
- non è un oracolo
È una macchina che produce soluzioni con alta probabilità di suonarti vere. Forse di esserlo anche.
Regola d’oro per sopravvivere:
trattala come un tirocinante brillante, ma bugiardo e forse presto traditore.
E soprattutto:
Mai scendere a dialogo emotivo con l’AI quando qualcosa non funziona.
È come litigare con uno specchio rotto.
Tienilo per sempre a mente, perché potrei non dirti mai più una cosa del genere. O potresti non comprenderla mai più.